about.
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Mi chiamo Alessandro Bianchi, in arte Ken.
Sono uno street artist di Roma.
Disegno da sempre. Prima sui muri, oggi anche su tela, ma il motivo è lo stesso: lasciare un segno.
A 13 anni ho iniziato a scrivere sui muri: le bombolette, l’odore della vernice, i marker… mi hanno fatto innamorare da subito.
Di notte uscivo di nascosto per dipingere, non troppo legalmente, veloce tra strada, muri e qualche treno. Era il mio modo per esistere.
Per anni l’arte è stata istinto, adrenalina, libertà. Tante volte sono stato beccato e sono scappato, finché un giorno non ci sono riuscito e sono stato arrestato.
In questura ho capito una cosa semplice: disegnare sul muro di un palazzo appena rifatto faceva piacere solo a me.
Da lì ho iniziato a vedere che quella stessa energia poteva essere usata diversamente.
Negli stessi anni lavoravo nell’azienda di famiglia, Scatto. Dopo la scomparsa di mio padre sono diventato CEO, senza avere esperienza nella gestione. È stato un passaggio forte, in cui ho dovuto imparare tanto e in fretta.
Ho studiato, mi sono formato, e da lì è nata una passione sempre più profonda per la crescita personale e poi spirituale. Percorsi che mi hanno aiutato ad ascoltarmi e a farmi domande più vere.
La verità è che ho sempre avuto due mondi dentro: da una parte responsabilità e numeri, dall’altra il bisogno di esprimermi.
Durante le riunioni mi capitava spesso di disegnare, quasi per respirare.
A fine 2025 ho fatto una scelta che mi spaventava: lasciare una vita stabile per seguire quello che sentivo.
Non è stato un gesto da supereroe. La paura c’era, ma c’era anche qualcosa di più forte.
Così mi sono tuffato, senza un piano B, e ho iniziato a costruire il mio lavoro intorno all’arte.
Oggi porto l’arte fuori dai margini e la metto al servizio delle persone.
Nelle mie opere porto quello che ho imparato negli anni, perché quando un messaggio passa anche attraverso le immagini arriva più diretto.
Organizzo workshop ed esperienze in cui chiunque può esprimersi, anche chi pensa di non essere creativo.
Perché alla fine non si tratta di tecnica, ma di libertà. Di sentirsi liberi dal giudizio, cosa che per anni ha bloccato anche me.
Nei workshop, negli eventi e nei matrimoni vedo persone sbloccarsi, ridere, sorprendersi, osare.
Ed è lì che trovo il mio senso di scopo: portare luce, bellezza e divertimento, e ricordare a ognuno che dentro ha molto più di quello che crede.
Attraverso l’arte.
Alessandro Bianchi

"A volte basta cambiare contesto, sporcarsi un po’ le mani e lasciare andare il controllo per ritrovare una parte di sé che avevamo messo in pausa."






