TU VUO’ FA’ L’AMERICANO
Il più grande della trilogia.
È un’ovazione allo stile.
Chi fa le cose con stile mi fa impazzire, e quello americano lo trovo affascinante e mi ispira.
L’idea mi è venuta in mezzo alla strada.
Ero in macchina nel traffico, con mia madre accanto… vedo un manifesto, tiro il freno a mano e scendo.
Inizio a strappare pezzi. Così, d’istinto.
Poi da lì ho costruito tutto il resto, incollando, sporcando, mischiando. Manifesti veri, roba presa in giro per Roma, ritagli della collezione di riviste Rolling Stone, spray, marker, schizzi. Un casino che piano piano si mette in piedi.
Dentro ci trovi quello che mi ha sempre attizzato dello stile americano:
musica — Bob Dylan
cinema — Denzel Washington
punk — i Green Day
skate, treni, underground
King Kong, icone grosse
un pezzo di McDonald’s, più per l’immaginario che per il gusto
Carhartt, lavoro vero, roba concreta
E in mezzo il mio taggone, perché alla fine il mio stile ha anche la loro influenza.
“Tu vuoi fa’ l’americano” è una delle mie più grandi espressioni di arte urbana e creatività.
