PINK TEDDY
In questo quadro c’è una cosa che per me conta tantissimo: non perdere il contatto con quella parte di noi che da piccoli sapeva amare in modo spontaneo, senza strategie, senza difese, senza tutto quel peso che poi crescendo ci mettiamo addosso.
L’ho pensato per la nascita di un bambino, ma dentro non c’è solo un augurio dolce. C’è anche un messaggio più profondo: crescere senza tradirsi troppo. Perché la vita ti forma, ti insegna, ti protegge anche, ma a volte ti indurisce, ti costruisce addosso corazze e ti allontana da quella parte più pulita, più aperta, più vera.
Il peluche e lo sguardo del bambino per me vanno proprio lì. Non li vedo solo come un’immagine tenera, ma come un momento di riconnessione. Come se quel bambino, guardando, stesse ricordando qualcosa che conosce già. Un modo di sentire semplice, intero, ancora non appesantito dalla paura, dalla rabbia o da tutte le cose che poi arrivano.
Per questo i ricordi d’infanzia, un pupazzo, una tela, un oggetto che resta, non sono soltanto ricordi. Possono diventare ancore. Ti tengono collegato a qualcosa che col tempo rischi di dimenticare, ma che in realtà è ancora lì.
Dettagli opera
• Tecnica: spray paint, acrilico e marker su tela
• Misura: 50 × 40 cm
• Opera su commissione – pezzo unico
• Firmato a mano + certificato di autenticità
